Capannone industriale per il Comune di Giussago

Nuova realizzazione di deposito mezzi
Via Barona, Giussago, Pavia

La mobilità urbana rappresenta un tema cruciale per garantire
servizi utili alla popolazione. Tale aspetto si rende ancor
più evidente e determinante quando il servizio richiesto ha
come oggetto le comunità che sorgono a corona dei grandi
capoluoghi di provincia. In questa circostanza il Comune di
Giussago sentiva l’esigenza di dover potenziare la propria
viabilità pubblica prevedendo, tra le altre opere di
adeguamento, un deposito utile alla sosta dei nuovi mezzi a
disposizione.

L’area in questione sorge a contorno del tessuto urbano, lungo
una circonvallazione esterna di recente realizzazione.
Questa collocazione è risultata vincente per:
- Consentire il traffico esterno dei flussi di attraversamento
urbano ed attribuire al centro abitato il solo ruolo di
catalizzatore dei flussi di penetrazione;
- Definire i limiti delle espansioni residenziali previste nel
Documento di Piano;
- Consentire un accesso facilitato ai mezzi ingombranti

In particolare il sito risulta essere:
- Dotato di area a verde su 3 lati Sud, Est, Ovest;
- Confinante sul fronte Nord con un parcheggio di sosta adiacente
la circonvallazione;
- Confinante sui fronti Sud ed Est con altri insediamenti
industriali;
- Delimitato sul lato Ovest dalla campagna e da percorsi pedonali
come un ponte ad arco in legno.

I primi imput progettuali sono quindi apparsi come:
- La possibilità di realizzare un edificio isolato, libero sui
quattro lati;
- Il rispetto paesistico del contesto costruito esistente;
- Il rispetto dei parametri urbanistici;
- La riduzione al minimo della sagoma di copertura in modo da
massimizzarne la volumetria in altezza e consentire, al tempo
stesso, il minimo impatto sul suolo;
- La possibilità di realizzare un grande piazzale di accesso,
facilmente fruibile dai mezzi, ma al contempo esteticamente
poco invasivo ed in grado di preservare delle fasce a verde
laterali.

L’altra importante fase ai fini della soluzione Architettonica
finale è stata quella relativa alla definizione quadro esigenziale.
Esso richiedeva:
- La possibilità di consentire il rapido accesso interno per mezzi
dotati di una sagoma notevole;
- La necessità di ridurre i consumi energetici predisponendo un
apporto di illuminazione naturale (passiva) grazie a superfici
vetrate;
- Necessità di ospitare servizi utili agli addetti(spogliatoio e
locali servizi);
- Allacciamento agli impianti di adduzione (gas, elettrico, acqua)
e di scarico(acque di bianche e nere);
- Disposizioni normative per gli addetti in tema di sanità ed igiene.

A tal fine le scelte progettuali sono state orientate verso:
- L’orientamento sui fronti Nord-Sud per favorirne l’irraggiamento solare;
- La creazione di una spaziosa piazzola con portone di accesso basculante;
- L’utilizzo di pannelli prefabbricati e coibentati di chiusura con
trattamenti superficiali decorativi e colori in tinte calde;
- L’illuminazione con finestre orizzontali a nastro;
- Finiture orizzontali dei giunti e delle lattonerie di copertura che si
contrappongono alla verticalità dei pilastri.

Dal punto di vista statico, invece, l’edificio è stato risolto mediante:
- Esoscheletro strutturale in elementi prefabbricati;
- Travi di copertura orizzontali (gronda costante);
- Pilastri prefabbricati poggianti su plinti a bicchiere in c.a.;
- Platea interna strutturalmente indipendente;
- Pannelli di tamponamento autoportanti

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